|
:: index :: Anno XI n 12
RESIA - REZIJA
Dieci anni di tutela delle minoranze linguisticheRicorre, quest’anno, un decennio dall’approvazione delle norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti in ItaliaRicorre, quest’anno, un decennio dall’approvazione delle norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche presenti in Italia.
La legge 15 dicembre 1999 n.ro 482, prevede infatti la tutela della lingua e della cultura di 12 gruppi linguistici minoritari presenti sul territorio italiano e ne promuove la valorizzazione. Si tratta di una legge base fondamentale per le minoranze linguistiche che si vedono finalmente riconosciute dopo oltre 50 anni dalla promulgazione della costituzione italiana e dopo che, in tutto questo tempo, erano stati disattesi i principi dell’articolo 6 della Costituzione stessa. Per le minoranze, più che una vittoria, è stato un riconoscimento dovuto da parte dello Stato Italiano che per 50 anni non aveva mai trovato il tempo per approvare norme a tutela, se si escludono quelle imposte in applicazione di trattati internazionali. C’è stato un lavorio preparatorio di quasi trent’anni da parte di varie commissioni parlamentari con audizioni, visite ai territori interessati dalla tutela, acquisizione di notizie, pareri scientifici, giuridici che, a conclusione, hanno portato a raggruppare in numero di dodici le minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano. Nei vari raggruppamenti sono stati compresi idiomi o dialetti che sotto il profilo strutturale sono parte di un sistema linguistico principale. Il resiano, sotto questo aspetto, fa parte del gruppo linguistico sloveno a prescindere dalle sue peculiarità dovute a motivi di isolamento geografico ed alla diversa evoluzione storica e linguistica avuta nel tempo. Non c’è stata, perciò, nessuna forzatura e il riconoscimento giuridico ricevuto è di gran lunga migliore al nulla e, oltre tutto, ci dà la possibilità di conservare e rafforzare sia la lingua che le tradizioni locali che prima, ufficialmente, non avevano alcun diritto. A Resia, purtroppo, la grande maggioranza della popolazione non ha avuto la possibilità di prenderne coscienza perché della legge nessuno ne ha parlato. L’Amministrazione Comunale, dal canto suo, ha evitato di svolgere opera di informazione corretta e perfino nelle diverse riunioni consiliari non ha mai avvertito la necessità di avviare una discussione sui contenuti e sulle modalità di applicazione della legge stessa. A questa inerzia e quando ormai i termini per attuare gli adempimenti prescritti erano in scadenza, la minoranza consiliare si è dovuta sostituire alla maggioranza per assolvere i propri doveri con responsabilità e lungimiranza e permettere così che gli effetti della legge 482 venissero estesi anche sul nostro territorio con tutti i benefici che essa comprende. La maggioranza, per contro, aveva la possibilità di indire un referendum dove gli elettori del comune avrebbero potuto decidere se applicare o meno detta legge, ma non lo ha fatto perché probabilmente il suo esito avrebbe tolto sul nascere tutte le speculazioni politiche alimentate e messe in atto negli anni dal 2000 in poi. Nonostante tutto, i benefici della tutela sono di tutta evidenza e sotto gli occhi di tutti. Le nostre scuole sono, per ora, salvate dall’accorpamento e dalla chiusura, si insegna ufficialmente il resiano, la cultura e le tradizioni locali, ci sono contributi per le iniziative ed attività culturali, per le iniziative economiche e per le infrastrutture a sostegno di queste attività. Ci sono, infine, varie opportunità che se ben conosciute e sfruttate con intelligenza possono dare risposte positive in diversi campi della nostra realtà locale, cose che una volta non erano possibili oppure era molto problematico ricevere. Tutto ciò si inserisce nello spirito della legge di tutela che può essere efficace sono se si dà la possibilità alla minoranza salvaguardata di vivere e svilupparsi sul proprio territorio. Tutto questo, in definitiva, si chiama sviluppo e progresso di cui Resia ha tanto bisogno anche per affrancarsi da quel fatalismo facile preda della propaganda demagogica dove tutto quello che non è positivo e non va è sempre colpa degli altri. Nel campo dell’istruzione e della conservazione della nostra cultura è necessario correre ai ripari con urgenza e determinazione. I bambini, come gran parte dei giovani, non parlano più il resiano. C’è una legge che ci dà la possibilità di intervenire, ci sono i necessari testi sull’ortografia e la grammatica resiana utili per l’insegnamento e ci sono anche i mezzi finanziari. Si fa qualcosa? Poco per non dire niente. Al momento si ridiscute la grafia ufficiale resiana perché ritenuta troppo sbilanciata sullo sloveno e bisogna dare una risposta a chi ha questa ossessione. E pensare che questa ortografia, risultato di due convegni scientifici internazionali organizzati dall’Amministrazione comunale in Resia è la sintesi di studi condotti per oltre dieci anni da valenti linguisti ed è considerata dagli stessi «…distintiva da ogni altra ortografia usata, sia in Italia che nel mondo slavo ed è in grado di svolgere un ruolo caratterizzante per i resiani e dare un’identità al resiano scritto….». La grammatica, poi, sembra non serva più perché inutile e ognuno è libero di scrivere come può o come vuole, cioè di arrangiarsi o ritenere che la propria è quella giusta. Così facendo, non si comprende perché si fa tanto chiasso per avere una tutela speciale solo per il resiano quando tutto il lavoro fatto nel tempo a favore del resiano viene distrutto e buttato al macero. Sarebbe, a questo punto, più serio ed anche onesto dichiarare di non voler bene alla propria parlata perché è meglio che venga assimilata dall’italiano, come realmente sta già avvenendo. Luigi Paletti (NŠš glas, dicembre 2009) |
Slov.it: Quindicinale di informazione. Direttore Responsabile: Giorgio Banchig
Editrice: Most società cooperativa a.r.l. - Direzione, redazione, amministrazione: Borgo San Domenico, n.78 Cividale del Friuli (UD)
Associato all'Unione Stampa Periodica Italiana
Editrice: Most società cooperativa a.r.l. - Direzione, redazione, amministrazione: Borgo San Domenico, n.78 Cividale del Friuli (UD)
Associato all'Unione Stampa Periodica Italiana

