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SKGZ - SSO

Criticate le scelte del governo regionale

Durante l’incontro di Cividale in primo piano la crisi finanziaria delle istituzioni — Pavšič e Štoka interverrano a Roma

Il rapporto del governo di Roma e degli enti locali, soprattutto della Regione Friuli-Venezia Giulia, con la minoranza slovena in Italia, la riduzione dei fondi per le istituzioni e le organizzazioni slovene, la situazione del Teatro stabile sloveno e dell’asilo nido in lingua slovena presso la Casa dello studente sloveno di Trieste sono stati i punti principali all’ordine del giorno dell’incontro tra i vertici regionali delle organizzazioni rappresentative della minoranza slovena in Italia, l’Unione culturale economica slovena-Skgz e la Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso, che si è svolto venerdì, 18 dicembre, a Cividale.
I rappresentanti delle organizzazioni rappresentative valutano molto criticamente il fatto che il governo regionale abbia eliminato tutte le risorse del fondo speciale previsto dalla legge regionale per gli sloveni. D’altra parte la Regione ha stanziato 80 mila euro per la tutela delle forme dialettali nella provincia di Udine, il che conferma la contrarietà della giunta di centrodestra di riconoscere che anche nella provincia di Udine vivono gli sloveni. Per quanto concerne il rapporto tra la Regione e la minoranza slovena, secondo i presidenti dell’Skgz e dell’Sso, Pavšič e Štoka, è molto grave il fatto che per la prima volta nel riparto dei fondi statali per la minoranza (la Regione è in questa materia solamente il mediatore), non è stato preso in considerazione il parere della commissione consultiva per la minoranza slovena.
«Come minoranza stiamo diventando per le istituzioni statali e locali sempre meno visibili», ha affermato Pavšič. «Il governo italiano ha ridotto i finanziamenti anche per gli esuli e per la minoranza italiana in Slovenia e in Croazia, ma poi per loro ha provveduto nel maxi emendamento; della minoranza slovena, invece, il governo si è dimenticato, nonostante le promesse fatte da Berlusconi e da Frattini ai colleghi sloveni Pahor e Žbogar». Il presidente dello Sso Štoka ha riferitoche a gennaio intende andare a Roma insieme a Pavšič, per incontrare il sottosegretario al ministero degli Esteri, Alfredo Mantica. Vi è la possibilità che l’Italia restituisca alla minoranza slovena il milione già in gennaio con «la legge omnibus». Comunque i rappresentanti di Skgz e Sso hanno prospettato la possibilità che la minoranza possa organizzare una manifestazione di protesta. A gennaio è in programma un incontro comune di Skgz e Sso con le organizzazioni affiliate per parlare della difficile situazione in cui si trova la minoranza.
In primo piano nell’incontro di Cividale sono stati anche il Teatro stabile sloveno e l’asilo nido in lingua slovena presso la Casa dello studente slovena di Trieste. Per quanto concerne il Teatro stabile sloveno Pavšič e Štoka hanno sottolineato il ruolo importante che ha avuto nella soluzione della questione del teatro il prefetto di Trieste Balsamo. Adesso è importante che esso inizi la propria attività, ma per raggiungere questo obiettivo è necessaria la collaborazione di tutti gli attori.
Molto incerto è in questo momento il futuro dell’asilo nido presso la Casa dello studente sloveno di Trieste. Se non ci saranno svolte positive, l’asilo nido verrà chiuso alla fine dell’anno scolastico, questo fatto potrebbe significare una grande perdita per l’intera minoranza. Secondo Pavšič si dovrebbe trovare una soluzione per l’asilo nido all’interno della minoranza, Štoka invita tutti i rappresentanti sloveni eletti ad adoperarsi presso gli organi competenti per il necessario sostegno. Il presidente dello Sso è convinto che «senza l’aiuto della politica, le organizzazioni rappresentative non potranno risolvere la situazione dell’asilo nido presso la Casa dello studente sloveno di Trieste».
I direttivi dell’Skgz e dell’Sso si sono incontrati anche con i rappresentanti dell’Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone, che hanno presentato i progetti per il 2010. La realizzazione di tanti programmi dipenderà dall’approvazione o meno del progetto Jezik (Lingua).



T.G. (Primorski dnevnik, 19. 12. 2009)
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